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Il Parco Naturale Regionale Sirente-Velino PDF Email Visite: 4072

2-ai-piedi-del-sirenteIL PARCO IN PILLOLE
Il Parco Naturale Regionale Sirente-Velino, tra i più estesi ed importanti parchi naturali d’Italia, unico parco regionale d’Abruzzo, nasce nel 1989 con lo scopo di tutelare e preservare i valori ambientali, nonché di trasmettere alle generazioni future gli elementi culturali e i segni delle ricchezze storico-architettoniche ereditate dal passato.

Il Parco Regionale Sirente Velino è un incantevole scenario naturale che alterna paesaggi dolci e rilassanti a ripidi pendii rocciosi: habitat ideali di una flora e di una fauna tra le DSCN2081più interessanti del centro Italia. E’ un esempio magnifico di storia, che conserva nei suoi borghi le testimonianze di un passato che ancora oggi regala suggestioni particolarmente vive.

I Segni della Natura: un ambiente in continua trasformazione
L’ampio intervallo altitudinale, le notevoli differenze tra versanti a diversa esposizione e la morfologia segnata da canyon, da altopiani, da valloni, da rupi e da ghiaioni determinano una incredibile diversità di ambienti, caratterizzati da una ampia varietà di formazioni vegetali e da una ricca fauna.

La Flora…
Grazie agli ambienti estremamente diversificati, il Parco offre una flora straordinaria e assai numerosa: un bell’esempio di biodiversità (1.926 le entità floristiche censite). Si va dalle specie più comuni (il narciso dei Poeti, che con la sua spettacolare fioritura in primavera caratterizzano il paesaggio del Parco),Colori-floreali-del-Sirente a quelle più rare (la betulla, il papavero alpino) ed endemiche (l’astragalo aquilano), presenti cioè esclusivamente nel territorio del Parco. Il Parco è anche un regno per il benessere e la cura, che vanta una tradizione erboristica millenaria con radici profonde e unica nel suo genere. Quasi un centinaio le specie vegetali presenti con proprietà terapeutiche riconosciute ufficialmente, (quali la genziana maggiore, la belladonna, l'iperico) la cui presenza per alcune di esse risulta unica in Abruzzo e in Italia.

Passeggiando lungo i sentieri del Parco, dalle quote più basse fino ai 1.000 metri, abbassa lo sguardo, odora, presta attenzione ai colori: rimarrai sorpreso dalla straordinaria e coloratissima vita che è accanto ai tuoi piedi…

La Fauna…
Ogni ambiente ospita un particolare tipo di fauna. Alcune specie, grazie alla loro capacità di adattamento, si possono incontrare sia sulle vette che nei prati a valle. DSCN2293
Almeno due branchi di lupi frequentano ancora queste montagne. Volpi, donnole e faine non sono rare. Molto ricca è l'avifauna con quattro coppie di aquile reali, poiane, sparvieri, gheppi; la popolazione dei grifoni ha ormai superato i 50 esemplari. Accertata la presenza dell'istrice, raro il gatto selvatico e l'orso avvistato con una certa regolarità. Assai numerosi i branchi di cinghiale. Presenti anche cervi, caprioli e camosci.

Attraversando il bosco, resta in silenzio, apri le orecchie al vociare delle cince, al tamburellare del picchio rosso maggiore, al battere delle ali dello sparviere. E in autunno durante la stagione degli amori puoi sentire il bramito dei cervi; in primavera invece l’abbaio del capriolo…

Il Paesaggio…
Gli elementi paesaggistici del territorio del Parco si presentano molteplici e diversificati. E’ possibile distinguere tre aree, ognuna caratterizzata da particolari aspetti morfologici e ambientali.
estateL’Altopiano delle Rocche, il sistema centrale degli altopiani di origine carsica che si estendono con brevi dislivelli e la cui morfologia e conformazione geologica testimonia anche la presenza di antichi ghiacciai . Boschi di faggio, pascoli e prati, rivestiti in primavera dalle fioriture di narciso, caratterizzano l’altopiano; pareti verticali, imponenti e dolomitiche, connotano i profondi canaloni che solcano il Monte Sirente.
La Marsica settentrionale, il versante sudovest del Sirente e del Massiccio del Velino appare nudo e brullo, caratterizzato da diffusi affioramenti rocciosi. Il territorio è solcato da profonde incisioni di origine glaciale, come le Gole di Celano, la Val di Teve e la Valle Majelama, che custodiscono immutati luoghi impervi e segreti, ricchi di specie floristiche rare ed endemiche.
La Valle dell’Aterno e la Valle Subequana, dove la fa da padrone il fiume Aterno, il corso d’acqua che scorre in una stretta valle fluviale caratterizzata da una straordinaria presenza di beni storici, artistici, architettonici e archeologici. Lungo l’Aterno il paesaggio fluviale si presenta a tratti sovrapposto a quello agricolo; tra Beffi e Acciano il corso d’acqua scorre tra pareti rocciose impervie; popolamenti di pioppo nero e salici, caratterizzano le sponde fluviali.

Nel corso dei millenni, agenti atmosferici, fiumi, laghi e ghiacciai hanno modellato le cime, le creste, gli altipiani e le valli del Parco, determinandone la caratteristica fisionomia. La scoperta del Parco è un lungo viaggio nella natura selvaggia, in luoghi antichi e segreti, di inconsueta bellezza.

I Prodotti della terra
Funghi e tartufi sono tra le prelibatezze che la natura del Parco offre. Tra i funghi più noti e presenti nel Parco, si segnala il Porcino, 5-Fioritura-della-genzianariconoscibile dall’inconfondibile odore penetrante. Mentre tra i tartufi, prodotti in ampie quantità nei vasti boschi di questo territorio, è presente sia quello nero che quello bianco per i palati più esigenti. Da non dimenticare lo zafferano dell’Aquila, tra i simboli della tradizionale produzione abruzzese, utilizzato fin dal 1.500 in vari impieghi, da quello culinario, a quello terapeutico, alla preparazione dei colori.

La fioritura dello zafferano, che avviene in autunno, è un periodo davvero emozionante. Nel territorio del Parco, esiste la possibilità di partecipare personalmente alla raccolta del fiore e alla sua “sfioratura”.

I Segni della Cultura: tra passato, sacralità e ruralità
Un alternarsi di architettura tradizionale - di tipo medievale e rinascimentale - di siti archeologici, di centri storici minori, di architettura rurale. Questo è quello che appare visitando il Parco: una straordinaria concentrazione di segni - sconosciuti ai più - tutti da scoprire.

I siti archeologici
Numerose testimonianze e importanti ritrovamenti archeologici si segnalano lungo tutto il territorio del Parco, in particolare nelle valli Subequana e dell’Aterno. Castello-CelanoSi segnalano l’area archeologica dell’antica colonia romana Alba Fucens, la Villa imperiale a San Potito di Ovindoli, il tempio italico di Castel di Ieri, l’area archeologica di Molina Aterno, l’antica Superequum a Castelvecchio Subequo

Le Torri e i Castelli
Castelli, torri di avvistamento e difesa, recinti fortificati, cinte murarie con torri e ponti si possono ammirare attraversando tutto il territorio del Parco, sia all’interno dei centri storici che nelle immediate vicinanze o splendidamente isolati. Da segnalare: il castello di Celano, la cui prima costruzione è datata 1262, il castello Gagliano Aterno e quello di Fagnano Alto, le torri di Roccapreturo, Beffi, di Fontecchio e Tione degli Abruzzi, il borgo fortificato di Ocre.
Numerosi i borghi racchiusi da cinte murarie.

Le Chiese rurali
chiesa-di-S.Maria-in-Valle-PorclanetaEsternamente ai nuclei abitati, in luoghi isolati di eccellente bellezza, si snoda una fitta rete di chiese rurali spesso annessi a conventi con chiostri, loggiati e pozzi, che con la loro semplicità stilistica unita ad una forte valenza simbolica, imprime una specifica caratterizzazione al paesaggio, soprattutto quello della parte orientale del Parco. Da visitare, il Convento e la Chiesa di San Francesco a Fontecchio, il complesso di San Giorgio a Goriano Valli, la chiesa di Santa Lucia a Rocca di Cambio e la collegiata a S. Maria del Ponte

Le Pagliare
Eccezionale esempio di architettura spontanea, testimonianza preziosa del legame dell’uomo con il proprio territorio, le Pagliare sono antiche costruzioni raggruppate in villaggi rurali posti sugli altipiani a mille metri d’altitudine, semplici ed essenziali, costruiti in pietra e legno, utilizzate un tempo come abitazioni estive, per le coltivazioni e il pascolo. Abbandonate durante gli anni Cinquanta, oggi sono in via di recupero e valorizzazione.

I Mulini e i Ponti
Lungo il fiume dell’Aterno, è possibile ammirare gli antichi Mulini che oltre alla tradizionale molitura di cereali, venivano utilizzati anche per la produzione di olio di mandorle, di noci o di frutti di faggio. I Ponti, perfetta opera di ingegneria muraria, sono rinvenibili lungo lo stesso percorso. Si tratta di antiche tracce,
anche di epoca romana che seppur non assumano fattezze ardite né forti ambizioni estetiche, caratterizzano il paesaggio.

Curiosità
cascataMeterorite nel Parco?
Un laghetto di possibile origine meteoritica domina il cuore del Parco Regionale Sirente-Velino?
A metà strada tra Secinaro e Rocca di Mezzo, incastonato in un piccolo altipiano a 1100 metri di quota, di circa 140 metri di diametro, il lago è circondato da un alone di mistero e leggenda: si tratta della cometa vista a Roma nel V secolo che illuminò Costantino prima che affrontasse l’esercito di Massenzio?
Diversi gruppi di geologi e ricercatori internazionali stanno approfondendo le conoscenze sulla natura del lago. Le origini del lago sono ancora da verificare, anche se recenti scoperte confermerebbero l’origine meteoritica del lago. Se davvero di cratere meteoritico si tratta, la scoperta sarebbe sensazionale: l’unico cratere meteoritico d’Italia sarebbe proprio nel cuore del Parco Sirente Velino!

Cosa fare
Scoprire il Parco a piedi, a cavallo e in mountain-bike
Escursioni tra valli e monti. Numerose le escursioni a piedi che si possono organizzare in ogni parte del territorio del Parco, foto-pezzada quelle a quote basse ma affascinanti, a quelle più lunghe e faticose dove ammirare un paesaggio unico e mozzafiato!
Escursioni a cavallo. Le possibilità per il trekking a cavallo sono infinite. Il Parco è una delle aree abruzzesi più adatte a questo tipo di attività. Una rete di ippovie percorre l’intero territorio del Parco consentendo di fare escursioni nelle enormi praterie dell’Altopiano delle Rocche, nelle stupende faggete del Sirente, nei percorsi storici, tra i piccoli borghi Escursioni in mountain-bike. Il Parco è un luogo ideale anche per la moutain-bike. Si possono scegliere dai percorsi più facili tra campi e pascoli, mulattiere, carrarecce e tratturi a quelli più tecnici e faticosi.
Alpinismo. Per gli amanti delle forte emozioni, le scalate sia estive che invernali delle vette del Parco devono essere effettuate con perizia e prudenza.

Vivere il Parco d’inverno con gli sci
Sci di fondo, racchette da neve. Gli altopiani del Parco e degli immediati dintorni offrono una ampia scelta di itinerari molto suggestivi per chi vuole cimentarsi in questo tipo di attività. Nei Piani di Pezza, a quota compresa tra 1.450 e 1.500 metri, sono presenti piste battute che percorrono gli altopiani ondulati. Lo stesso dicasi per Ovindoli dove è possibile praticare lo sci di fondo nel circuito naturale di Val d’Arano.

Tante le opportunità anche per le racchette da neve
Sci escursionistico. Gli appassionati dello sci escursionistico hanno solo l’imbarazzo della scelta. Itinerari per tutti i gusti a contatto con la natura: percorsi soleggiati, all’interno di faggete, a bassa quota o a quote più elevato dove l’innevamento permane fino a primavera inoltrata.
Sci alpinistico. Molti itinerari del Parco sono tra i più interessanti dell’Appennino, primo tra tutti il Canale Maiori, considerato tra le più belle (INSERIRE: escursioni) sci-alpinistiche dell’Appennino.
Sci da discesa. Il Parco Regionale Sirente Velino può vantare la presenza di due tra i più importanti bacini sciistici d’Abruzzo: Monte Magnola ad Ovindoli e Campo Felice a Rocca di Cambio, entrambe dotate di circa 30 km di piste e ottimamente attrezzate di impianti di risalita.

Lupi-appenniniciOsservare, apprendere e partecipare alla vita del Parco
Foto naturalistica, osservazione degli animali, birdwatching. Per gli appassionati di fotografia, il paesaggio, la flora, la fauna, i monumenti storici offrono ampie possibilità e soddisfazioni. Chi invece vuole conoscere da vicino gli animali e le loro abitudini quotidiane, può visitare le Aree Faunistiche del Parco: del Camoscio (a Rovere), del Cervo (a Goriano Valli) e del Capriolo (a Fontecchio). Si tratta di aree didattiche e scientifiche dove è data la possibilità a singoli, gruppi e scolaresche di osservare questi stupendi animali.

Escursione didattiche
E’ possibile camminare sui sentieri più belli del Parco con l’aiuto di accompagnatori e guide esperte del territorio che aiuteranno a riconoscere il ricco patrimonio botanico nonché le tracce e i segni degli animali. Il Centro di Educazione Ambientale realizzato dal Parco consente a scolaresche e gruppi di turisti di approfondire tutte le tematiche ambientali e di conoscere gli aspetti naturalistici, scientifici e culturali dell’intero territorio.

Raccolta dei tartufi e dello zafferano
Durante il periodo della raccolta del tartufo è possibile partecipare alla cerca e alla raccolta di questo prezioso tubero, che può essere degustato presso tutti i ristoranti.
Accompagnati dagli esperti cavatori e dal loro cane, l’escursione nel bosco alla ricerca del tartufo unisce l’emozione al divertimento.
Dalla metà del mese di ottobre fino a novembre, si può partecipare alla raccolta e sfioratura dello zafferano (che costituisce da sempre un momento di socializzazione e di amicizia), insieme agli operatori del posto che saranno ben lieti di far apprendere le tecniche di raccolta e lavorazione, e svelare le numerose qualità e usi di questo pianta preziosa.

Corsi di cultura locale
Per immergersi nella cultura locale e scoprirne gli antichi segreti, è possibile partecipare a corsi e stage di breve durata aperti a tutti organizzate da operatori locali. Si va da corsi sulla lavorazione della lana a quelli sulla conoscenza el’uso delle piante officinali.


Dove chiedere Informazioni
SEDE DEL PARCO
Presso Villa Cidonio
Viale XXIV Maggio, Snc
67048, Rocca di Mezzo (AQ)
Tel. 0862 9166
Fax. 0862 916018
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http://www.parcosirentevelino.it
Orari di apertura al pubblico:
Lun-Ven: dalle ore 10.00 alle ore 13.00