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New York, Primavera/Estate 2019: glorie ed orrori dell’America contemporanea PDF Email Visite: 290

golddi Samira Solimeno

La settimana della moda newyorchese di Settembre è stata teatro di rappresentazione dello scenario statunitense contemporaneo.

Da tempo si avverte nella moda americana una crisi nel rintracciare i nuovi creativi, i quali risultano spesso mediocri nei confronti dei colleghi emergenti europei, che si confrontano con una forte tradizione ed ereditarietà, che la moda degli Stati Uniti non ha mai conosciuto, essendo di recente formazione.

frangeTra gli storici stilisti Ralph Lauren ha festeggiato i suoi 50 anni di carriera, mentre Carolina Herrera ha presentato la sua prima collezione senza la sua fondatrice, in prima fila tra il pubblico.

Il nuovo stilista, Wes Gordon, ha realizzato abiti colorati e nostalgici, tra cui è emerso il colore aspen gold, tonalità di giallo (suggerita come colore tendenza da Pantone all’inizio del 2018), presente in molte altre collezioni come Escada e Boss.

Si tratta di un colore che pare essere usato da chi vuole osare, ma non troppo.

denim

Se alcuni stilisti hanno rintracciato le proprie origini, come Prabal Gurung e il Nepal, la maggior parte dei direttori creativi ha esplorato molti elementi caratteristici americani.

Sulle passerelle di Tom Ford e Oscar de la Renta hanno sfilato molte frange, comunemente associate ai western hollywoodiani. Anche Calvin Klein le ha presentate, in una collezione ispirata a due classici americani, Lo squalo e Il laureato.

Il tocco di laurea, un altro elemento popolarizzato dall’industria di Hollywood, è apparso anche nella collezione dell’emergente Vaquera.

Dopo due stagioni a Parigi, Proenza Schouler ha fatto ritorno nella grande mela, riproponendo il denim scolorito, popolare negli anni ’80.

barbie

prateria

In opposizione al clima politico statunitense attuale, sulle passerelle newyorchesi si è percepito un forte stile rétro.

Dopo la tragica morte della propria fondatrice, il marchio Kate Spade ha presentato una nostalgica collezione dal gusto anni ’60, come gli abiti Barbie di Marc Jacobs, che ha proposto anche una serie di rivisitazioni dei primi tailleur di Yves Saint Laurent.

Ma è Batsheva ad avere il merito della tendenza rétro più provocatoria.

Il brand americano fondato da Batsheva Hay ha reso popolari sulle passerelle gli abiti da prateria, contrapponendo l’estetica amish ortodossa alla decadente società capitalistica americana.

 

 


 

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