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Come cambia il gioiello in tempo di crisi PDF Email Visite: 3039

gioielloArgento e bronzo al posto dell’oro e pietre alternative

Un diamante è per sempre, certo. Ma con i tempi che corrono non è detto che sia proprio alla portata di tutti. Sarà per questo che anche la moda degli ultimi anni ha fatto di necessità virtù, preferendo pietre alternative (molto più economiche) rispetto a quelle classiche e leghe meno pregiate (e costose) dell’oro. La tendenza viene confermata dalla designer di gioielli Antonella Puttini, proprietaria della maison caprese Angela Puttini Capri, che da anni utilizza per le sue collezioni, oltre l’oro anche argento e bronzo, puntando piuttosto alla ricercatezza del particolare.

“Rispetto a qualche anno fa il gioiello è sicuramente cambiato – spiega Antonella Puttini – Oggi è diventato un vero e proprio accessorio moda. Il gioiello classico, anche se sempre attuale, sembra ormai superato in favore di un’unicità e di una diversità che consente alla donna di essere unica e diversa. Diciamo così: oggi si cerca un gioiello per apparire diverse, più che per apparire”. Insomma, anche in gioielleria chi vuol stare al passo con la moda deve andare alla ricerca dell’oggetto alternativo. E non solo per un’esigenza economica.

“Una minor capacità di acquisto ha sicuramente influito, e tuttora influisce, sul mercato. Il costo dell’oro, schizzato alle stelle, ha poi contribuito ad indirizzare la moda verso leghe meno pregiate. Ad esempio, un anello tutto in oro, che fino a qualche anno fa sarebbe costato 800-1000 euro, oggi supererebbe i 2mila euro. Un oggetto così non ha più ragion d’essere e per questo, anche in gioielleria, spesso si preferisce utilizzare l’argento, magari dorato. Non è causale che Papa Francesco non abbia voluto utilizzare la croce d’oro, ma che abbia optato per una più sobria croce in argento dorato – conferma la designer di gioielli – Anche coloro che si potrebbero permettere oggetti più importanti comunque chiedono sempre più spesso gioielli di costo più contenuto, anche se molto particolari.

Quali sono quindi i nuovi materiali che consentono di acquistare un gioiello senza dilapidare i risparmi? “Oltre alle leghe, nella fattispecie argento e bronzo, ci sono pietre naturali, quindi di qualità, che possono essere incastonate e lavorate al posto delle pietre più classiche e preziose”, sottolinea Antonella Puttini.

Lo smeraldo, ad esempio. Posto che “nessuna pietra potrà mai rendere l’effetto del colore vivo e fantastico di uno smeraldo vero”, ci sono pietre come “la tzavorite che ha una buona lucentezza, o il peridoto, di un verde più acido e molto particolare”.

Per le tonalità dell’azzurro, il consiglio della designer di gioielli è di sostituire zaffiri, topazi e la pregiatissima (e costosissima) turchese con un materiale meno importante come la neolite che, tra l’altro, “non ingiallisce nel tempo a differenza della turchese di cui bisogna avere una cura particolare”. Al posto del corallo, comunque abbastanza costoso, si può ripiegare su materiali alternativi come il bambù rosso, decisamente più alla portata di tutti. Le perle, poi. “Invece di utilizzare perle finte, imitazioni magari delle pregiatissime perle australiane, si possono scegliere perle vere di acqua dolce, barocche o scaramazze”.

Un discorso a parte lo meritano diamanti e brillanti. “Il diamante è la gemma delle gemme – avverte Antonella Puttini – In fatto di gioielli, non c’è niente di peggio di un diamante finto. E’ inutile voler apparire ciò che non si è, allora il mio consiglio è piuttosto quello di accontentarsi di una buona bigiotteria, con un bijou di classe, oppure optare per qualcosa di diverso e particolare, ma sempre di gusto. Per le amanti del bianco esiste ad esempio la perla barocca e, per chi magari può osare di più, il corallo bianco”.

Spazio poi a pietre, come la lava e l’onice, per creare ad esempio cammei che hanno la particolarità di non avere un costo eccessivo ma di poter essere lavorati e personalizzati a seconda dei gusti. E delle tasche.