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DestinazioneBenessere13 Pagina 40Miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia, in cosa si differenziano? Ce ne parla Eleonora Ischiboni.
Per facilitare la comprensione del nostro organo della vista, possiamo paragonarne il funzionamento a quello di una macchina fotografica.
La struttura di sostegno è assicurata dalla sclera (il “bianco” dell’occhio), tessuto compatto e robusto che fa da guscio di protezione.
Le componenti trasparenti, vere e proprie lenti naturali incaricate della messa a fuoco, sono due: la cornea (che fa da obbiettivo) e il cristallino (che focalizza l’immagine); tra le due agisce l’iride, l’anello muscolare che stabilisce il colore dell’occhio e che delimita un foro rotondo centrale (la pupilla) che, come il diaframma della macchina fotografica, si stringe e si allarga in modo automatico, regolando la quantità di luce che entra dentro l’occhio. 

L’accomodazione è un meccanismo di messa a fuoco automatico che, nel soggetto giovane (sotto i 45 anni), agisce modificando istantaneamente la forma del cristallino in base alla distanza dell’oggetto che si sta osservando consentendo così una corretta focalizzazione degli oggetti.

LA MIOPIA
La miopia consiste nella difficoltà di mettere a fuoco gli oggetti lontani che appaiono tanto più indistinti e annebbiati quanto maggiore è l’entità del difetto. Interessa circa il 25% della popolazione e, tranne nei rari casi di miopia congenita che è presente già alla nascita, insorge nell’età scolare ed evolve in genere fino a 20 - 25 anni. è causata, nella stragrande maggioranza dei casi, da una lunghezza eccessiva dell’occhio; più raramente è secondaria eccesso di curvatura della cornea.
Parliamo di miopia lieve quando il difetto non supera le 4 diottrie, di miopia media sino a 8 diottrie, di miopia elevata al di sopra di questi valori (sino a 30 e più diottrie).

L’IPERMETROPIA
L’ipermetropia è un difetto di vista congenito, presente quindi già alla nascita, che però, se di entità modesta, può rimanere asintomatico e non creare disturbi fino all’età adulta.
Infatti nei gradi lievi e nei soggetti giovani, l’ipermetropia viene normalmente compensata da una aumento dell’accomodazione.
Con il passare degli anni iniziano dapprima i sintomi di affaticamento (bruciore, pesantezza oculare, cefalea) dovuti ad un eccesso di attività del muscolo dell’accomodazione e successivamente inizia un progressivo annebbiamento degli oggetti vicini se l’ipermetropia è lieve, e degli oggetti sia vicini che lontani se l’ipermetropia è elevata. Questo difetto di vista è dovuto ad una condizione anatomica opposta alla miopia, ovvero ad una bulbo oculare con un diametro antero-posteriore più corto del normale.

L’ASTIGMATISMO
L’astigmatismo è una alterazione anatomica molto comune, causata da una peculiare conformazione della cornea che presenta una curvatura asimmetrica anziché sferica; per tale motivo non è possibile una corretta messa a fuoco delle immagini, e risulteranno quindi sfuocati sia gli oggetti lontani che quelli vicini.
Si tratta per lo più di una anomalia congenita, individuabile sin dai primi anni di vita e che si modica pochissimo nel corso degli anni (astigmatismo primitivo),oppure di una condizione secondaria a traumi oculari o a interventi chirurgici (cataratta, glaucoma, trapianto di cornea).

LA PRESBIOPIA
Con il passare degli anni il muscolo dell’accomodazione perde di efficienza; a 45 anni l’occhio normale continua a veder bene da lontano, mentre comincia ad avere difficoltà nella visione ravvicinata.
Il soggetto presbite deve allora ricorrere agli occhiali da lettura, un paio di lenti positive convergenti, che mettono a fuoco, ingrandendo leggermente, i caratteri più piccoli.
Nei soggetti ipermetropi i sintomi della presbiopia insorgono più precocemente in quanto il valore diottrico della presbiopia si somma a quello dell’ipermetropia; al contrario invece i miopi, per poter leggere confortevolmente, devono sottrarre le diottrie della presbiopia dal valore dell’occhiale utilizzato per lontano.

LA DIFFERENZA TRA DECIMI E
DIOTTRIE
La diottria è l’unità di misura del difetto di vista (miopia, ipermetropia e astigmatismo). I decimi servono invece a quantificare il visus, ovvero la capacità visiva di un occhio; sono inversamente proporzionali all’entità del difetto di vista (le diottrie di miopia, o di ipermetropia o di astigmatismo) ma dipendono anche da eventuali altre patologie oculari (cataratta, malattie della retina, ecc…)
Un occhio sano, senza difetti di vista vede 10/10 talvolta 11/10 o anche 12/10. Un occhio miope di 3 diottrie vede circa 1/10 senza occhiali ma, correggendo il difetto di vista con una lente di 3 diottrie, vedrà 10/10 se non vi sono patologie oculari che riducono il suo visus

Orottica Ischiboni

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