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Chirurgia rigenerativa dei tessuti. Quale futuro? PDF Email Visite: 5022

Osso sintetico addizionato a fattori di crescita.Migliorare la qualità della vita e prolungarne la durata. Un progetto dalle prospettive incredibili

La durata della vita media è notevolmente aumentata in questi ultimi decenni e le prospettive dalla Medicina Rigenerativa sono sempre più promettenti. La vita dell’essere umano delle società primitive, in genere calcolata intorno ai 30 anni, era dovuta a fattori ambientali sfavorevoli, quella di un uomo moderno è più che raddoppiata e forse a breve sarà triplicata; una valutazione ISTAT (2010) sulla vita media in Italia rileva per l’uomo 79,1 e per la donna 84,3 anni di vita media anche se distribuisce valori non omogenei in zone differenti dell’Italia.

Se lo scopo della Medicina è stato quello di curare gli eventi avversi (malattie) che affliggono l’uomo nel corso della sua vita, la Medicina Rigenerativa si prefigge il duplice obiettivo non solo della cura delle malattie già manifestatesi (artrosi, piaghe da decubito, necrosi tessutali e tante altre su cui ogni giorno si concentrano le ricerche), ma anche quello di prevenire l’alterata funzione tessutale che poi condurrà a malattia. In questo senso la Medicina Rigenerativa si prospetta come una medicina del futuro anche preventiva che potrà migliorare la qualità e prolungare (fino a quando?) la durata della vita.

La principale lotta contro l’invecchiamento si è basata soprattutto sulla terapia delle malattie e soprattutto quelle che riguardano l’apparato locomotore e in genere i tumori legati a fattori genetici e all’inquinamento ambientale.
I sogni sull’elisir di lunga vita degli alchimisti europei del Seicento (che ricercavano quella “pietra e non pietra filosofale”) e il pensiero del filosofo Francis Bacon che postulava di prolungare la vita sostituendo parti del corpo umano non sono forse le facce di una stessa medaglia?

L’anelito di ogni essere umano a sconfiggere le malattie e a vivere lungamente?
Mentre noi scriviamo, in numerosi laboratori di biologia di numerosi Paesi del mondo, si effettuano studi sulle cellule staminali e sulle possibilità di intervenire sul corpo umano per ripararlo o migliorarne la funzione ricostruendo tessuti danneggiati per malattia o perché semplicemente invecchiati.

Gli ultimi anni del secolo scorso hanno visto la programmazione di un programma del cos. “Progetto Genoma” al quale hanno contribuito i più importanti laboratori di biologia e scienziati di tutto il mondo senza il vincolo delle frontiere.Macchina utilizzata per il prelievo di cellule staminali dal grasso dell’addome per aspirazione.
Esso ha rappresentato una spinta evolutiva notevole verso la conoscenza scientifica della biologia cellulare, rivoluzionando le applicazioni biotecnologiche della moderna medicina per la generazione e la rigenerazione dei tessuti.

Alla base della Chirurgia Rigenerativa, che prevede trapianti tessutali, è senz’altro quella cellula che, presente in tutti i tessuti dell’organismo vivente dalla nascita alla morte, è identificata come “cellula mesenchimale o staminale”.
Le cellule staminali sono cellule non specializzate (cos. immature), diverse da tutti i tipi di cellule degli altri tessuti costituenti l’organismo; sono ad alto potenzialeproliferativo e sono in grado di rinnovarsi, attraverso la divisione cellulare, per periodi indefiniti, generando tipi cellulari specializzati che costituiscono i vari tessuti e organi.

Le cellule staminali possono essere semplicemente divise in due grandi famiglie:
1) cellule staminali embrionali
2) cellule staminali adulte/somatiche provenienti da vari organi e tessuti.

Una cellula staminale adulta cioè già parzialmente differenziata può solo originare alcuni tipi ben definiti di cellule (condrociti, grasso, cellule nervose etc.), una cellula staminale embrionale può invece generare tutte le cellule dell’organismo e cioè quelle del sangue, della pelle, del cervello, dell’osso etc.

Ma nell’organismo vivente esistono anche altri fattori biologici che interessano la Medicina Rigenerativa e sono i cos. fattori di crescita, ampiamente utilizzati in chirurgia ortopedica, per implementare la formazione di osso nelle fratture che ritardano a guarire, da soli o in associazione alle cellule staminali, ma il loro utilizzo si è allargato anche in altri tipi di chirurgia: plastica, vascolare, oncologica etc.
I fattori di crescita cellulari, oggi molto utilizzati nella forma di PRP (Plasma Ricco di Piastrine), presenti in considerevole quantità nelle piastrine, sono sostanze di natura in genere peptidica/proteica in grado di stimolare e regolare la crescita e la proliferazione delle cellule. La preparazione del PRP è attuata attraverso una concentrazione mediante centrifugazione di sangue intero prelevato da una vena periferica del gomito.

I fattori di crescita sono in grado di:
A: indirizzare la differenziazione cellulare
B: stimolare la proliferazione cellulare
C: stimolare la sintesi di matrice extracellulare
D: effettuare una azione immunomodulatoria

Le cellule staminali possono essere prelevate da ogni parte dell’organismo umano, ma si preferisce prelevarle dal midollo (in genere mediante puntura con un grosso ago sulla cresta iliaca) o dal tessuto adiposo (per suzione dell’adipe addominale etc.).
Cellule staminali concentrate prelevate dal grasso.Dal connubio Cellula Staminale e PRP prelevati dallo stesso paziente e quindi autologhi, non poteva che nascere un prodotto biologico ad alto potenziale rigenerativo oggi comunemente impiegato­­­ come trapianto per la riparazione di tessuti degenerati o alterati (cartilagine erosa e distrutta, piaghe da decubito, perdite di tessuto etc.

Le cellule staminali e il PRP sono oggi impiegati spesso per la cura di condizioni degenerative articolari (artrosi, osteonecrosi dell’anca e artrosi del ginocchio e di altre articolazioni), ma anche per la cura di patologie infiammatorie e post- traumatiche muscolari e tendinee (tendine di Achille, della cuffia degli extarotatori, del ginocchio etc.) quindi in patologie sportive come ormai avviene da diversi anni.
La ricostruzione della cartilagine mediante tecnica di trapianto tessutale biologico vivente risale a oltre un decennio fa e consiste in un prelievo di piccoli frustoli di tessuto cartilagineo già differenziato ed il loro invio ad un laboratorio di Bioingegneria dove le cellule cartilaginee sono isolate e moltiplicate in particolari terreni di coltura; la grande quantità di condrociti che deriva dal processo è inviata al chirurgo per l’impianto sulla superficie articolare lesionata che il più delle volte è il ginocchio.

Le patologie che rientrano a pieno titolo in questo campo di attività sono quelle forme di artrosi e di necrosi dell’anca e artrosi del ginocchio iniziali che possono beneficiare del trattamento rigenerativo e non trovano ancora indicazione all’intervento di protesi.
Le richieste ad accedere a tale trattamento si sono notevolmente moltiplicate in questi ultimi mesi da parte dei pazienti, attenti al dibattito scientifico sulle staminali che sta oltre misura coinvolgendo molti settori del mondo occidentale e sollevando non pochi problemi bioetici e giuridici.

Introduzione di cellule staminali sotto controllo ecografico nell’articolazione dell’anca di un paziente.Radiografia di un ginocchio varo artrosico in trattamento con PRP.

Ma se negli anni trascorsi le conoscenze sulle staminali e i fattori di crescita erano appannaggio solo di pochi addetti ai lavori, oggi che l’opinione pubblica sollecitata dalla pubblicazione dei primi favorevoli risultati clinici, potrebbe indurre ad una divulgazione e richieste indiscriminate delle metodiche rigenerative, occorre ribadire il concetto che l’informazione e l’attuazione delle metodiche rigenerative debbono assolutamente seguire determinate regole, codificate e controllate scientificamente, lontane dai “sentito dire” dai “sembra che” e dalle opinioni personali.

Le prospettive sono però allettanti e promettenti. La ricerca di base è attualmente impegnata su numerosi fronti anche se è tuttavia in una fase sicuramente ancora giovane. Sono all’attenzione dei ricercatori i metodi di isolamento dai vari tessuti delle cellule staminali e le loro differenti caratterizzazioni fenotipiche e le loro potenzialità condrogeniche, la loro eventuale moltiplicazione e differenziazione preimpianto, lo stimolo della proliferazione e differenziazione cellulare in vivo, lo studio di supporti biologici biocompatibili ove impregnare le cellule mesenchimali/staminali viventi che sono trapiantate.

Certamente, da un punto di vista clinico, la situazione attuale è paragonabile a quella di una vela che sia portata da un vento incerto in una notte senza luna: è richiesta una vasta conoscenza dello stato dell’arte e capacità di autocritica, sensibilità alle variazioni delle tendenze e capacità di aggiustare continuamente i parametri della propria pratica. Non esistono ancora protocolli o linee guida che non possano essere smentiti da qui a pochi anni o mesi e l’attenzione ai risultati delle scienze di base deve essere quindi costante.

A rendere ulteriormente complesso il campo, sono le non sempre chiare e spesso difficili questioni legali ed etiche. Oggi è generalmente accettato lo studio e l’impiego delle cellule mesenchimali/staminali, che sono cellule adulte con potenzialità quindi limitate; solo ristrettissime frange della ricerca di base sono impegnate, dove possibile, nello studio di cellule embrionali cioè indifferenziate e totipotenti.
Il campo è quindi estremamente complesso. Ma le prospettive sono incredibili. Ormai è possibile osservare, con un po’ di lungimiranza, un futuro in cui malattie il cui trattamento attualmente richiede importanti interventi chirurgici, sacrificio di tessuti, impianto di protesi, possano essere curate con una semplice infiltrazione; immaginare un controllo talmente fine della biologia cellulare e tessutale da rendere possibile la costruzione, ricostruzione o rigenerazione di organi interi.

La premessa imprescindibile perché si continui sulla strada del progresso, nonostante le forze conservatrici avverse e la pigrizia delle menti che, per timore, scarsa conoscenza delle ricerche di base e isolamento dalla comunità scientifica internazionale vi si oppongono, è credere in tale .

TGR Staminali Chirurgia rigenerativa dei tessuti "Prof. Magri"

A cura di:
Dott. Raffaello Magri
Chirurgo Ortopedico
Ricostruzione e rigenerazione articolare
Studio Ortopedico
Via Luca Giordano, 16 80127 Napoli
Tel: 0815563866 - 0815787282 - 3317450355
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