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Le tisane un valido aiuto naturale PDF Email Visite: 3786

TisaneBruciare grassi e tossine per mantenere il corpo in forma e carico di energia

La tisana viene definita come una soluzione acquosa diluita di sostanze medicamentose, formate da fitocomplessi, da utilizzarsi per via orale.

Il fitocomplesso, chiamato nell’uso comune, pianta medicinale o officinalis, è l'insieme di una quantità di principi attivi, noti e non, farmacologicamente attivi e non attivi (i coadiuvanti).

Per estrarre le sostanze medicamentose (principi attivi), si sfrutta l'effetto solvente dell'acqua, che a seconda del preparato può essere calda (infusi o decotti) o fredda (macerati).

Rimediare a grandi “abbuffate”,soprattutto dopo le feste, ma anche semplice desiderio di depurare il proprio fisico e organismo, divengono ottime motivazioni per introdurre nella propria dieta, le Tisane (infusi o decotti) a base di erbe naturali.

Bisogna precisare però che non tutte le tisane servono allo stesso scopo: esistono tisane drenanti e tisane diuretiche. L’effetto principale delle prime è di raccogliere i liquidi in eccesso dell’organismo, rimetterli in circolo, per riutilizzarli o per espellerli in un secondo momento.

Perché serve eliminare questi liquidi in eccesso? Perché sono proprio loro a provocare gonfiori creando la tanto citata ritenzione idrica,con conseguente formazione della tanta odiata cellulite. Nel caso delle tisane diuretiche, la funzione principale è quella di stimolare l’eliminazione dei liquidi in eccesso, ovvero favorire la diuresi.

tisane2È bene ricordare di non farne abuso e di seguire le istruzioni di preparazione da parte di un buon erborista,oltre a seguire una sana alimentazione e, nel caso di tisane drenanti, diminuire l’uso del sale che aiuterà oltremodo a liberarsi del ristagno dei liquidi e delle tossine.

Aldilà di problemi prettamente estetici, l'assunzione di tisane drenanti può essere indicata in presenza di sindrome premestruale, predisposizione alla formazione di calcoli renali, o ancora, sotto controllo medico, in alcune patologie urinarie (infezioni,cistiti calcoli renali a fini terapeutici) ed extraurinarie (edemi da insufficienza cardiaca,ipertensione arteriosa). Negli edemi degli arti inferiori da insufficienza venosa o cellulite, ad esempio, è possibile associare estratti di vite rossa o centella asiatica.

Tra tutte le tisane drenanti, quella a base di Betulla, ha un posto rilevante, che in caso di alimentazione detossificante si consiglia di alternarla con tisane a base di ortica e tarassaco che hanno effetto depurativo.

Per quanto riguarda invece le tisane diuretiche che, come ricordiamo, lo scopo è quello di aiutare ad eliminare i liquidi in eccesso, sono molte le piante officinalis a cui far riferimento, in quanto l’uso combinato può far aumentare il benefico effetto dei principi attivi. Un esempio lo troviamo nell’uso combinato di tisane a base di gramigna, malva, equiseto, i piccioli di ciliegio e granoturco. Per sgonfiare la pancia, ad esempio, una delle migliori è quella al finocchio perché offre un grande aiuto alla digestione decongestionando l’organismo.

L’uso della tisana, in generale, risale fin dai tempi antichi e dando uno sguardo all’oriente anche i monaci buddhisti ne fanno uso. Tanto che già verso il IV secolo d.C. alcuni insegnamenti sulla medicina furono raccolti in una serie di testi redatti in lingua sanscrita e noti con il nome di “Quattro Tantra” che furono portati in Tibet durante il regno del re Trisong Deutsen (730-786 d. C.). Questo monarca, con l’aiuto del medico tibetano Yuthog Yonten Gonpo riunì alla sua corte un gran numero di medici provenienti da differenti Paesi (India, Cina, Nepal, Persia, Grecia ed altri ancora) allo scopo di redigere un manuale di medicina per i Buddisti. Il risultato di questa consulta, fu la creazione di un organico complesso di insegnamenti medici le cui componenti teoriche si trovano nell'opera Gyud Shi, che è considerato il mantra della medicina buddista.

Questo testo pone come elemento fondamentale il bere la Tisana almeno 3 volte al dì per preservare la purezza del corpo.

Ancora oggi i monaci buddisti bevono questa tisana la cui composizione non è a noi ancora, nota.

A cura di Spinelli Sabrina